Il Blog del GAS Simplyfood

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il GAS torna giovedì 30 marzo, il prossimo giovedì 23 facciamo una sosta

Inviato da il in Simplyfood
Il GAS va alle Serre dei Giardini L'estate è ormai definitivamente iniziata aldilà della data convenzionale da calendario e la calura di questi giorni lo dimostra. Quando inizia il caldo in una città così incline all'afa come Bologna, diventa fondamentale individuare un'isola in città ove cercare un pò di ristoro e refrigerio.Quale luogo migliore del polmone verde della città, vale a dire i bellissimi Giardini Margherita?Tanto più che questa estate, proprio all'interno dei nostri tanto amati Giardini, apre un posto speciale:le Serre Dei Giardini Margherita!Si, è vero, le Serre erano aperte anche la scorsa estate.Ma questa volta si tratta di un'apertura diversa poichè,come molti di voi avranno letto sulla stampa, le Serre dei Giardini Margherita sono stati coinvolti da un importante progetto di valorizzazione.  Ovviamente, anche quest'anno ci sarà la bellissima rassegna Kilowatt Summer, piena di eventi da tenere d'occhio.Ma...tutto ciò premesso....vi starete chiedendo: ma che c'entra Simply Food con le Serre dei Giardini Margherita?C'entra eccome, perchè Simplyfood ha ripreso la collaborazione con Kilowatt e, pertanto, sarà il GAS delle Serre dei Giardini Margherita.Avete capito bene! Dalla fine di Giugno, inizieremo ad organizzare la distribuzione degli ordini proprio presso le Serre.A breve, vi saranno comunicati tutti i dettagli della prima consegna nella nuova location. Ma le sorprese non finiscono qui.Visitate il nostro sito e noterete un sacco di novità, a partire dal nuovo sistema per effettuare il vostro ordine.D'ora in poi, infatti, potrete decidere cosa acquistare sfogliando il nostro catalogo e aggiungendo al carrello i prodotti che desiderate.Più semplice e veloce di così! Per ora è tutto, a breve ulteriori aggiornamenti. E domani 7 Giugno, tutti all'inaugurazione della seconda stagione delle Serre!...
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Inviato da il in GAS
ll GAS Simplyfood e il pesce ritrovato Quante varietà di pesce vivono nel mare ve lo siete mai chiesti?  Quelle classificate sono davvero tante, fino ad ora circa 30.000. Solo una piccola parte sono commestibili, noi italiani siamo particolarmente fortunati perchè le acque dei nostri mari sono ricche di specie di cui circa 300 edibili ma sono comunque poche quelle che mangiamo. Addirittura quelle più popolari sono poco più di una decina. Tante invece sarebbero le specie da valorizzare e imparare a cucinare, specie povere, dimenticate ma che hanno le stesse proprietà nutrizionali di quelle più conosciute, ugualmente ricche di omega-3, dalla palamita, ai moscardini, allo scorfano, gallinella, suro o sugarelli. Delle oltre 700 specie marine commestibili, al mondo, solo il 10% circa è effettivamente commercializzato, a causa di abitudini alimentari consolidate. Di conseguenza, una significativa parte del pescato non arriva sui mercati a causa del suo scarso o nullo valore commerciale, mentre alcune specie sono sottoposte ad una pressione di pesca eccessiva. Diversificare il consumo delle specie di pesce ha due importanti funzioni quella di ridurre gli scarti del pescato  e quella di distribuire la pressione di pesca su più specie, diminuendo così lo sfruttamento eccessivo, degli stock di pesci oggi più noti, e favorendo la biodiversità. Secondo la FAO il 19% dei principali stock ittici di mare aperto, di valore commerciale monitorati, sono sfruttati in eccesso, l'8% sono depauperati e l'1% è classificato come in fase di recupero da una situazione di totale depauperamento. Circa metà (il 52%) è classificato come pienamente sfruttato e le relative operazioni di cattura sono vicine al loro livello massimo di sfruttamento giudicato sostenibile. A questo problema si aggiungono le catture accidentali e gli scarti di pesca che costituiscono più del 25% del totale, per un peso stimato in oltre 40 milioni di tonnellate all’anno a livello mondiale.  Ma vediamo quali sono i primi 10 pesci più consumati dagli italiani (fonte ISMEA): Mitili o cozze; Orate; Alici; Spigole; Vongole; Polpi; Trote; Salmoni; Naselli e merluzzi; Calamari. Facciamo notare che per la maggior parte di queste specie, l'acquacoltura intensiva ha un'incidenza elevata. Veniamo invece alle 18 specie classificate come pesce "povero" nell'ambito del progetto Pesce ritrovato della UE: Alaccia; Mostella; Aguglia; Barracuda; Boga; Cefalo; Lampuga; Menola; Palamita; Sciabola; Sardina; Suri o Sugarello; Tombarello; Tonnetto; Potassolo; Leccia Stella; Alalunga; Pesce serra. Bene, ora posto di avere una vaga idea di cosa siano queste specie, è impensabile andare al supermercato e chiedere al banco del pesce, 1...
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Inviato da il in Simplyfood
I padroni del nostro cibo Che il cibo che compriamo al supermercato non è più sano come quello di una volta, lo abbiamo sentito dire praticamente tutti.Che la frutta e la verdura non hanno più quel sapore deciso di un tempo, anche.Che la carne non ha più il colore di quella del contadino, idem.Però poi spesso a tali constatazioni da persone di buon senso e/o di palato fino, non segue una vera consapevolezza.Atteso che le cose sulle nostre tavole stanno così, quanti di noi si chiedono il perché?Certo, ci sono svariate persone (sempre più in crescita, per fortuna) che iniziano a porsi questo tipo di domande. Che il motivo sia l’amore per l’ambiente, il mero amore per la buona tavola o entrambe queste nobili ragioni, non è poi così importante. Ciò che è veramente importante è farsi delle domande e,nei limiti del possibile, cercare delle risposte.Per offrire un minimo di rudimenti critici utili per comprendere con che cosa riempiamo il carrello della spesa, vi parliamo di un interessante dossier di agile lettura che offre però notizie e spunti di riflessione di indubbia rilevanza.Il dossier in questione si intitola “I padroni del nostro cibo” ed è realizzato dal Centro nuovo modello di sviluppo. In 22 infografiche racconta il viaggio del nostro cibo dalla chimica al piatto, vi invitiamo ad andare a leggerlo, ma in questa sede vi offriamo un piccolo riassunto, per invogliare i pigri e per rendere edotti tutti quelli che hanno la buona volontà ma non hanno proprio il tempo per farlo.In primo luogo,il dossier offre un’interessante descrizione della filiera dei cibi che arrivano nella grande distribuzione. Avete mai sentito parlare di “filiera corta”? Ecco,in questo caso la filiera è di tutt’altro tipo. E’ lunghissima. I soggetti che entrano in campo sono tanti, anzi troppi: si parte dai produttori per finire ai grossisti, passando per le industrie chimiche. Si, avete letto bene:industrie chimiche. Perché queste protagoniste della lunga filiera hanno un ruolo molto rilevante nella determinazione dei costi finali, visto che vendono i loro prodotti a prezzi molto alti. La chimica nelle sue vesti più spregiudicate è sempre più massicciamente presente nell’industria alimentare. E la logica di fondo che perpetrano è quella propria del capitalismo spinto,di cui infatti sono pedissequa espressione: sfruttare la terra quanto più possibile in una logica dell’ “hinc et nunc”, del “qui ed ora”, senza chiedersi cosa i profitti di oggi comporteranno nel mondo di domani.Leggendo il dossier, scopriamo che a livello...
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