Il Blog del GAS Simplyfood

La raccolta delle olive 2015 all'insegna della bontà e della salute Anche il Bollettino n° 9, che ci ha inoltrato Vincenzo Lecce della Società Agricola molisana Olivicoltori (Scamo) sull'andamento della presenza della Mosca dell'olivo, è arrivato con la puntualità dei precedenti. La notizia, ancora una volta tranquillizzante, è quella che, anche se le catture sono aumentate a causa delle piogge e dell'umidità, siamo sempre sotto la soglia d'allarme e, quindi, lontani dall'intervenire con trattamenti per combattere il famoso insetto Per ora, quindi, non ci sono trattamenti da fare, anche in considerazione dell'avvicinarsi della raccolta. Un'altra notizia, altrettanto interessante, riguarda il periodo migliore della raccolta, quello che apre al viraggio del colore delle olive, noto con il nome di invaiatura, che, quando arriva a interessare almeno il 75% di quelle presenti, apre alla raccolta visto che l'arricchimento di olio è quasi raggiunto. C'è tempo ancora - è una mia personale considerazione - una decina di giorni per la varietà "Gentile di Larino", quasi pronto il Leccino. Ancora la conferma di un'ottima annata e questa buona notizia fa tirare sospiri di sollievo agli olivicoltori, ancora impauriti dalla pessima annata dello scorso anno, e agli stessi consumatori che, sempre più numerosi, sanno che la qualità dell'olio, in cucina e a tavola, è importante per il gusto e la salute.   Pasquale Di Lena - Azienda La Casa del vento...
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ll GAS Simplyfood e il pesce ritrovato Quante varietà di pesce vivono nel mare ve lo siete mai chiesti?  Quelle classificate sono davvero tante, fino ad ora circa 30.000. Solo una piccola parte sono commestibili, noi italiani siamo particolarmente fortunati perchè le acque dei nostri mari sono ricche di specie di cui circa 300 edibili ma sono comunque poche quelle che mangiamo. Addirittura quelle più popolari sono poco più di una decina. Tante invece sarebbero le specie da valorizzare e imparare a cucinare, specie povere, dimenticate ma che hanno le stesse proprietà nutrizionali di quelle più conosciute, ugualmente ricche di omega-3, dalla palamita, ai moscardini, allo scorfano, gallinella, suro o sugarelli. Delle oltre 700 specie marine commestibili, al mondo, solo il 10% circa è effettivamente commercializzato, a causa di abitudini alimentari consolidate. Di conseguenza, una significativa parte del pescato non arriva sui mercati a causa del suo scarso o nullo valore commerciale, mentre alcune specie sono sottoposte ad una pressione di pesca eccessiva. Diversificare il consumo delle specie di pesce ha due importanti funzioni quella di ridurre gli scarti del pescato  e quella di distribuire la pressione di pesca su più specie, diminuendo così lo sfruttamento eccessivo, degli stock di pesci oggi più noti, e favorendo la biodiversità. Secondo la FAO il 19% dei principali stock ittici di mare aperto, di valore commerciale monitorati, sono sfruttati in eccesso, l'8% sono depauperati e l'1% è classificato come in fase di recupero da una situazione di totale depauperamento. Circa metà (il 52%) è classificato come pienamente sfruttato e le relative operazioni di cattura sono vicine al loro livello massimo di sfruttamento giudicato sostenibile. A questo problema si aggiungono le catture accidentali e gli scarti di pesca che costituiscono più del 25% del totale, per un peso stimato in oltre 40 milioni di tonnellate all’anno a livello mondiale.  Ma vediamo quali sono i primi 10 pesci più consumati dagli italiani (fonte ISMEA): Mitili o cozze; Orate; Alici; Spigole; Vongole; Polpi; Trote; Salmoni; Naselli e merluzzi; Calamari. Facciamo notare che per la maggior parte di queste specie, l'acquacoltura intensiva ha un'incidenza elevata. Veniamo invece alle 18 specie classificate come pesce "povero" nell'ambito del progetto Pesce ritrovato della UE: Alaccia; Mostella; Aguglia; Barracuda; Boga; Cefalo; Lampuga; Menola; Palamita; Sciabola; Sardina; Suri o Sugarello; Tombarello; Tonnetto; Potassolo; Leccia Stella; Alalunga; Pesce serra. Bene, ora posto di avere una vaga idea di cosa siano queste specie, è impensabile andare al supermercato e chiedere al banco del pesce, 1...
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GNOCCHI AL NERO DI SEPPIA CON COZZE E BORLOTTI In attesa della prossima FISHBOX pubblichiamo la ricetta di Sara. Miseria Rosalba mi minaccia... se non torno a scrivere un post mi picchia... questa fa paura credetemi, non è mica di quelle persone che parlano a vanvera... poi lei ritorna a pubblicare proprio con la lasagna... aria di casa mia... e io come rispondo? Con degli gnocchi, marittimi naturalmente, perchè voglio sentirmi vicino a lei, nella sua calda Napoli, sempre con la speranza di riuscire a incontrarci prima o poi per una mangiata da urlo insieme!!!La ricetta è stata pubblicata in Alice Cucina, ma scusate, senza dosi per gli gnocchi, senza indicazioni in merito alla cottura di cozze e fagioli... ci penso io, ovviamente con un aumento del peso, perchè mica voglio che Rosalba torni a casa dicendo che a Bologna mandiamo a casa gli ospiti con la fame...   Ingredienti per 2 persone:   Per gli gnocchi:   400 di patate vecchie150 g circa di farina1 bustina da 4 gr di nero di seppiaMezzo uovo   Per il sugo:   1 Kg di cozze150 di fagioli borlotti precedentemente lessati con una foglia di alloro, una cipolla, un gambo di sedano e una carota1 cipolla5 pomodori pelati di ottima qualitàBrodo vegetalePecorino stagionato grattugiatoOlio extravergine di olivaAglioSale   Lessate le patate, schiacciatele e quando saranno fredde impastatele con la farina, il mezzo uovo e il nero di seppia, formate gli gnocchi.Tagliate a pezzetti i pomodori pelati dopo aver eliminato i semi.Tritate la cipolla e fatela soffriggere in una padella con 2-3 cucchiai di olio. Aggiungete i fagioli, bagnate con un po' di brodo vegetale e lasciate insaporire. Unite i pomodori spezzettati, salate e preseguite la cottura per 10 minuti.Staccate il bisso alle cozze, spazzolatele molto bene, fatele aprire in una capace padella coperta con un filo d'olio e due spicchi di aglio, sgusciatele e filtrate il liquido di cottura.Lessate gli gnocchi in abbondante acqua salata, trasferiteli nella padella con i fagioli e i pomodori, unite le cozze e un paio di cucchiai del loro liquido, spolverizzate con il pecorino e servite.  ...
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GAS SIMPLYFOOD ORDINI APERTI   Al momento non ci sono ordini aperti   Le cassette tornano dopo Pasqua
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Insalata di arance e finocchi – con sale all’erba cipollina LE RICETTE DELLA CASSETTA DAL BLOG DI SARA BERGAMINI   Ciao a tutti! Sono tornata con una ricettina flash, facile facile, invernale ma fresca: l’insalata di arance e finocchi! Sapete che è uno dei must della cucina invernale che va bene sia come contorno ad un secondo più elaborato che come piatto unico per un pranzo leggero; accompagnato da un pò di pane di farro o da una piadinetta calda darà grandi soddisfazioni. Il mio tocco personale sta in realtà nel condimento: da quando ho scoperto il sale all’erba cipollina non ne posso più fare a meno. Se vi interessa e non avete voglia/tempo/strumenti a disposizione per farvelo in casa, lo trovate ormai in quasi tutti i supermercati, ma farlo da soli è davvero semplicissimo! Basta il sale (incredibile), l’erba cipollina (sul serio??) e un frullatore (ma pensa un pò). Io ve lo consiglio per salare a crudo qualunque cosa, perchè dà un retrogusto piacevole su praticamente qualunque ingrediente, ma state attenti alla dose, perchè è facile eccedere! Dopo questa brevissima introduzione, eccovi la ricetta! Ingredienti per 4 persone: 3 finocchi 4 arance (io ho usato le navel perchè avevo sottomano quelle, ma se riuscite a trovare le sanguinelle…mi sto già leccando i baffi all’idea!) una manciata di sale all’erba cipollina olio e.v.o. sale e pepe Fase 1: tagliare e impiattare La fase più corta: lavate i finocchi e affettateli, sbucciate le arance e tagliatele orizzontalmente a fettine Fase 2: il sale! Lo so lo so…sembra la ricetta più banale di sempre….ma per dovere culinario ve lo spiego comunque! Per fare un kilo di sale all’erba cipollina prendete un kilo di sale, due mazzetti di erba cipollina (io ho praticamente rasato la mia piantina…) e frullate tutto insieme fino a quando i due ingredienti non si saranno amalgamati. Ai fini di questa ricetta complicatissima e da grandi esperti, condite arance e finocchi con una spolverata di sale, un pizzico di pepe e olio a piacere! Come sempre, grazie mille SImplyfood per i finocchi, ne sto facendo una scorpacciata quest’anno! Ecco, direi che è tutto. La prossima volta vi stupirò con una ricetta incredibilmente buona e complicata (ma forse anche no ;) ). A presto cari! ...
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